{"id":5882,"date":"2021-08-20T00:02:35","date_gmt":"2021-08-19T22:02:35","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/ida-triglia\/"},"modified":"2021-11-23T15:26:23","modified_gmt":"2021-11-23T14:26:23","slug":"ida-triglia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/racconta-il-tuo-barocco\/ida-triglia\/","title":{"rendered":"Ida Triglia, L&#8217;Esploratore turco di Marana: un filtro sul Seicento europeo"},"content":{"rendered":"<h1>Ida Triglia, L&#8217;Esploratore turco di Marana: un filtro sul Seicento europeo <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/idatriglia_227x383.jpg\" width=\"227\" height=\"383\" alt=\"Triglia1\" align=\"left\">Definito dalla critica come il primo romanzo epistolare pseudo orientale, <em>L&#8217;esploratore turco e le di lui relazioni segrete alla porta ottomana<\/em> fu pubblicato presso Barbin a Parigi nel 1684; nello stesso anno fu pubblicato in francese, presso il medesimo editore, con il titolo <em>L&#8217;Espion du Grand Seigneur et ses relations secr\u00e8tes envoy\u00e9es au Divan de Constantinople<\/em>. L&#8217;autore \u00e8 Gian Paolo Marana, genovese emigrato a Parigi dopo essere stato implicato nella congiura di Raffello della Torre; cornice del romanzo \u00e8 il ritrovamento &#8211; descritto nella prefazione &#8211; di una serie di lettere di Mahmut, conosciuto con lo pseudonimo di Tito di Moldavia, con le quali informava i suoi corrispondenti orientali ed emissari della Porta circa avvenimenti della Corte di Francia e vicende della storia europea tra il 1637 e il 1682.<br \/>  Il primo volume, nella versione italiana e francese, contiene 30 lettere. Nel 1686 viene pubblicato il secondo volume e contiene le lettere 31-69 (della versione italiana si possiede solo il manoscritto, presso la <em>Bnf<\/em>); nello stesso anno viene dato alle stampe anche il terzo volume (di cui non si conserva alcun manoscritto, n\u00e9 l&#8217;edizione italiana), con le lettere 70-102. <em>L&#8217;Espion<\/em> varca la Manica e viene pubblicato nel 1687 in lingua inglese, con il titolo <em>Letters writ by a Turkish Spy<\/em>, senza indicazione di autore. Fra il 1691 e il 1692 verranno pubblicati altri sei volumi, senza alcun precedente francese. Contemporaneamente alla diffusione delle prime edizioni inglesi, l&#8217;opera viene nuovamente pubblicata in francese sul continente ma con un testo diverso dal 1684-86, che risulter\u00e0 la traduzione del testo inglese, con titolo <em>L&#8217;Espion dans les cours des Princes Chr\u00e9tiens<\/em>, in due volumi, e <em>Suite de l&#8217;Espion<\/em>, in quattro. Questa traduzione dall&#8217;inglese godette di grande successo, testimoniato dalle numerose edizioni che seguirono, l&#8217;ultima nel 1756. La complessa vicenda editoriale, qui esposta a grandi linee, si intreccia con il problema della paternit\u00e0 dell&#8217;opera (in modo specifico delle lettere successive alla 102); le candidature individuate dalla critica per colmare questa lacuna sono: Marana stesso (Cfr. Almansi, Guido. &#8220;L&#8217;Esploratore turco e la genesi del romanzo epistolare pseudo-orientale&#8221;, Studi secenteschi 7 (1966): 35-65) e vari esponenti della vita culturale inglese (Cfr. The Gentleman&#8217;s magazine 14 (1840): 465-469; Tucker, Joseph. &#8220;On the authorship of The Turkish Spy: an \u00e9tat pres\u00e9nt&#8221;, Papers of the Bibliographical society of America 52 (1958): 34-57) e francese (Cfr. La Monnoye, Bernard de. <em>Oeuvres choisis<\/em>. Vol. 3. La Haye: chez Charles Le Vier; Dijon: chez F. Des ventes, 1770 e <em>Dictionnaire des ouvrages anonymes et pseudonyms<\/em>, par Ant.Alex.Barbier. 3. ed. revue et augment\u00e9\u00e9. Vol.2. Paris: P. Daffis, 1874).<br \/>  <em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/idatriglia2_227x401.jpg\" width=\"227\" height=\"401\" alt=\"Triglia2\" align=\"left\">L&#8217;Espion<\/em> pu\u00f2 essere considerato una valida fonte per lo studio della civilt\u00e0 secentesca europea: le epistole che Mahmut invia ai suoi corrispondenti orientali offrono un quadro degli avvenimenti politici e culturali del tempo, anche nei suoi aspetti pi\u00f9 strani e segreti, che vengono scrutati con curiosit\u00e0 sociologica; la descrizione del vero, che costituisce il filo conduttore del romanzo, appare come un grande contenitore di aneddoti, dibattiti filosofico-religiosi, vicende sentimentali e autobiografiche che rendono <em>l&#8217;Espion<\/em> &#8220;un mostruoso romanzo-zibaldone, che contiene materiale disceso da ogni parte&#8221; (Citati, Pietro. <em>Letterati, inquiete spie<\/em>. La Repubblica. 26 marzo 1992). La maschera dell&#8217;osservatore straniero concede a Mahmut una posizione di sicurezza e di distacco attraverso la quale conduce una critica della societ\u00e0 e del costume contemporaneo; nelle lettere affronta i grandi problemi del momento: tolleranza religiosa, despotismo, libert\u00e0 di stampa, rapporto Chiesa e Stato. Ma l&#8217;obiettivo di Marana era anche quello di scrivere una indiretta storia encomiastica del Regno di Luigi XIV: il risultato \u00e8 un opera di equilibrio e di compromesso fra l&#8217;esaltazione della gloria di Francia e critica sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un punto di vista antropologico <em>l&#8217;Espion<\/em>, nella storia della cultura occidentale, pu\u00f2 essere considerato un filtro utile a rilevare la percezione del mondo turco nell&#8217;Europa secentesca e a valutare che tipo di immagine gli occidentali avevano degli usi e costumi turchi: Mahmut \u00e8 un turco i cui connotati si sovrappongono genericamente a quelli di un arabo ed \u00e8 in ogni caso &#8220;un musulmano in crisi, portato dalle sue libere riflessioni a coltivare una religione etica, i cui articoli principali erano l&#8217;amor di Dio e del prossimo, e l&#8217;esercizio di una vita virtuosa&#8221;. E &#8220;se la sua missione \u00e8 esplorare i fatti dei cristiani, il suo destino \u00e8 interrogarsi sul senso e sulla legittimit\u00e0 di questa missione, esplorare se stesso. Ce n&#8217;\u00e8 abbastanza, mi pare, per riconoscere, pur nella marginalit\u00e0 dell&#8217;episodio, i sintomi di una nuova fase nella storia del romanzo europeo&#8221; (Roscioni, Gian Carlo. <em>Sulle tracce dell'&#8221;Esploratore turco&#8221;<\/em>. Milano: Rizzoli, 144-145). <em>L&#8217;Espion<\/em> in effetti inaugura una nuova stagione di &#8220;spie&#8221; internazionali che nel secolo successivo si nasconderanno fra fiumi di inchiostro: <em>L&#8217;Espion chinois, ou L&#8217;envoy\u00e9 secret de la cour de P\u00e9kin pour examiner l&#8217;Etat pr\u00e9sent de l&#8217;Europe<\/em>; <em>The jewish spy: being a philosophical, historical and critical correspondence by letters<\/em>; <em>The german spy in familiar letters from Munster<\/em>, <em>Paderborn, Osnabrug<\/em>; <em>The golden spy or, a political journal of the British nights entertainments of war and peace, and love and politics<\/em> et al. <em>L&#8217;Espion<\/em> \u00e8 soprattutto considerato il modello a cui si ispir\u00f2 Montesquieu per la composizione delle <em>Lettres persanes.<\/em><br \/>  Nella storia della letteratura italiana Marana \u00e8 marginalmente ricordato sia nella veste di storiografo sia come autore dell&#8217;<em>Esploratore turco<\/em>. \u00c8 da segnalare il contributo di Almansi pubblicato su <em>Studi secenteschi<\/em> e, congiuntamente a Warren, la sua edizione del testo manoscritto dell&#8217;<em>Esploratore turco<\/em>, in tempi diversi. Salvatore Rotta ha pubblicato una sua dettagliata biografia, mentre un grosso apporto \u00e8 stato dato da Gian Carlo Ruscioni, che ha ampiamente documentato la vicenda biografica ed editoriale di Marana; brevi e circostanziati sono gli interventi successivi.<br \/>  Se <em>l&#8217;Espion<\/em> (o <em>The turkish spy<\/em>), \u00e8 rimasto in Italia un romanzo per eruditi e amanti del raro, per la sua difformit\u00e0 e complessit\u00e0 si presta invece ad ambiti di studio differenti; il viluppo di fonti di cui \u00e8 testimonianza ne fa un romanzo moderno: un po&#8217; caotico, contraddittorio, introspettivo e ambiguo, che nulla esclude e nulla possiede.<\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ida Triglia, L&#8217;Esploratore turco di Marana: un filtro sul Seicento europeo Definito dalla critica come il primo romanzo epistolare pseudo orientale, L&#8217;esploratore turco e le di lui relazioni segrete alla porta ottomana fu pubblicato presso Barbin a Parigi nel 1684; nello stesso anno fu pubblicato&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5808,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5882","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5882"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5882\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10337,"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5882\/revisions\/10337"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}