{"id":6098,"date":"2021-08-19T22:02:59","date_gmt":"2021-08-19T20:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/il-duomo-di-lecce\/"},"modified":"2021-11-23T15:26:25","modified_gmt":"2021-11-23T14:26:25","slug":"il-duomo-di-lecce","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/temi\/chiese\/il-duomo-di-lecce\/","title":{"rendered":"Il Duomo di Lecce"},"content":{"rendered":"<h1>Il Duomo di Lecce <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/duomo_di_lecce_assunta_250x178.jpg\" width=\"250\" height=\"178\" alt=\"Duomo Lecce\" align=\"left\">Fedele ai dettami del&nbsp;<a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/lecce-la-citta-simbolo-del-barocco\/piazza-santoronzo\/concilio-di-trento\/\" title=\"Concilio di Trento\">Concilio di Trento<\/a>, il vescovo Pappacoda dedic\u00f2 grande attenzione al controllo delle attivit\u00e0 culturali e della produzione intellettuale all&#8217;interno di&nbsp;<a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/lecce-la-citta-simbolo-del-barocco\/piazza-santoronzo\/lecce\/\" title=\"Lecce\">Lecce<\/a>. Si adoper\u00f2 dunque affinch\u00e8 venisse rispettato l&#8217;<a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/lecce-la-citta-simbolo-del-barocco\/duomo\/indice-dei-libri-proibiti\/\" title=\"Indice dei Libri Proibiti\"><em>Indice<\/em>&nbsp;<em>dei Libri Proibiti<\/em><\/a>&nbsp;e trovasse pi\u00f9 efficace attuazione il sistema di censura affidato all&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica prima ancora che a quella secolare. Tale politica, chiaramente espressa nell&#8217;editto sinodale&nbsp;<em>De non legendis, nec retinendis libris prohibitis<\/em>&nbsp;promulgato dal Pappacoda nel 1663, ebbe l&#8217;effetto negativo di soffocare la scena culturale e letteraria leccese, piuttosto vivace fino all&#8217;arrivo del potente vescovo. Gli scrittori e i poeti furono chiamati a rispettare le linee guida del vescovo e a celebrare il successo della sua azione politica e pastorale. Ne \u00e8 un esempio l&#8217;<em>Accademia dei Trasformati<\/em>, fondata da&nbsp;<a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Scipione Ammirato<span>Scipione Ammirato (1531-1601) fu uno storico e scrittore. Esponente di spicco del tacitismo (celebri i suoi&nbsp;<em>Discorsi sopra Cornelio Tacito<\/em>), fu tra gli autori che maggiormente si interrogarono sulla ragion di Stato, da lui definita in chiave antimachiavellica. Dopo aver intrapreso la carriera ecclesiastica e aver fondato nella natia Lecce l&#8217;<em>Accademia<\/em>&nbsp;<em>dei Trasformati<\/em>, visse dal 1569 fino alla morte a Firenze. Canonico della cattedrale, scrisse su incarico di Cosimo I de&#8217; Medici le&nbsp;<em>Istorie fiorentine<\/em>.<\/span><\/a>&nbsp;fra il 1558 e il 1560, estintasi all&#8217;inizio dell&#8217;episcopato del Pappacoda e poi ricostituita da Giovanni Camillo Palma nel 1651 per farne un efficace strumento di consenso e di celebrazione per il vescovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/lecce_campanile_duomo_203x271.jpg\" width=\"203\" height=\"271\" alt=\"Campanile duomo\" align=\"left\">L&#8217;isolamento di Lecce rispetto alla cultura generale dell&#8217;epoca, ma anche rispetto alla capitale&nbsp;<a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/il-barocco-in-provincia-de-laquila\/bugnara\/napoli\/\" title=\"Napoli\">Napoli<\/a>, ebbe dunque effetti deleteri sullo sviluppo letterario, filosofico e scientifico del dibattito intellettuale all&#8217;interno della citt\u00e0. Allo stesso tempo, il desiderio del Pappacoda di celebrare i suoi successi e di dare corpo al ritrovato protagonismo della cattedra vescovile lo spinse a finanziare nel corso degli anni una spettacolare opera di rinnovamento urbanistico, grazie alla quale Lecce si impone ancora oggi come autentico gioiello del Barocco italiano. Ancora a Giuseppe Zimbalo, il suo artista prediletto, Pappacoda affid\u00f2 la ricostruzione del Duomo (immagine 1), edificato nel 1144. I lavori, iniziati nel 1655, si protrassero sino al 1670, mentre il campanile (immagine 2), disegnato e progettato da Zimbalo, venne portato a termine solo nel 1682, dopo la sua morte. Alto circa 70 metri, esso \u00e8 composto da cinque piani rastremati, e sulla sommit\u00e0 presenta la banderuola di ferro con l&#8217;immagine di Sant&#8217;Oronzo, il patrono tanto voluto dal Pappacoda per la sua citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"\/temi\/chiese\/la-basilica-di-san-vittore-di-varese\/\" title=\"La Basilica di San Vittore di Varese\">&lt;&lt;&lt;&#8212;chiesa precedente<\/a> &nbsp; <a href=\"\/temi\/chiese\/chiese-di-lecce\/\" title=\"Chiese di Lecce\">chiesa seguente&#8212;&gt;&gt;&gt;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Duomo di Lecce Fedele ai dettami del&nbsp;Concilio di Trento, il vescovo Pappacoda dedic\u00f2 grande attenzione al controllo delle attivit\u00e0 culturali e della produzione intellettuale all&#8217;interno di&nbsp;Lecce. 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