{"id":6113,"date":"2021-08-20T00:03:00","date_gmt":"2021-08-19T22:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/la-chiesa-di-san-giorgio-dei-genovesi-a-palermo\/"},"modified":"2021-11-23T17:44:56","modified_gmt":"2021-11-23T16:44:56","slug":"la-chiesa-di-san-giorgio-dei-genovesi-a-palermo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/territori\/percorsi-trans-nazionali\/genovesi-tra-italia-e-spagna-in-eta-barocca\/la-chiesa-di-san-giorgio-dei-genovesi-a-palermo\/","title":{"rendered":"La chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo"},"content":{"rendered":"<h1>La chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\">Dalla prima met\u00e0 del Trecento, quando il prevalere del partito guelfo a Genova costrinse molti ghibellini all&#8217;esilio, non pochi esponenti della &#8220;Nazione&#8221; genovese si stabilirono nel&nbsp;<a href=\"\/territori\/percorsi-trans-nazionali\/statue-equestri-di-sovrani-spagnoli\/le-statue-equestri-e-la-monarchia-spagnola\/regno-di-sicilia\/\" title=\"Regno di Sicilia\">regno di Sicilia<\/a>. Spesso impegnati in pubblici uffici di grande importanza, o coinvolti con successo nei commerci e in specifici settori produttivi, come la lavorazione della lana e la produzione di panni, i genovesi furono protagonisti di primo piano dell&#8217;economia e della vita pubblica siciliana dei secoli successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/san_giorgio_dei_genovesi_palermo_279x186.jpg\" width=\"279\" height=\"186\" alt=\"Chiesa San Giorgio dei Genovesi Pa\" align=\"left\">La chiesa di San Giorgio dei Genovesi a&nbsp;<a href=\"\/temi\/feste-e-rituali\/i-misteri\/palermo\/\" title=\"Palermo\">Palermo<\/a>&nbsp;fu edificata tra il 1575 e il 1596 nella parte pi\u00f9 esterna del quartiere della Loggia, a ridosso del Molo che il Senato della citt\u00e0 aveva da poco deciso di costruire per garantire la modernizzazione del porto. Sul luogo sorgeva un&#8217;altra chiesa, dedicata al culto di San Luca, che venne abbattuta per far posto al nuovo edifico. Il tempio venne realizzato secondo il progetto dell&#8217;architetto piemontese&nbsp;<a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Giorgio di Faccio<span>Giorgio di Faccio, o di Fazio, era un architetto italiano, originario del Piemonte ma attivo a Palermo dal 1559 fino alla morte, nel 1592. La chiesa di San Giorgio dei Genovesi \u00e8 senza dubbio la sua opera pi\u00f9 celebre.<\/span><\/a>&nbsp;e pu\u00f2 essere considerato il simbolo del potere raggiunto dalla comunit\u00e0 genovese in Sicilia nella seconda met\u00e0 del XVI secolo, a scapito del tradizionale dominio dei banchieri pisani sull&#8217;Isola. La chiesa presenta una facciata semplice e una struttura interna divisa in tre navate, con cappelle laterali: l&#8217;ambizione del progetto e l&#8217;ingente esborso economico che fu necessario per realizzarlo testimoniano la ricchezza dei committenti. L&#8217;assenza di un portico, a differenze delle altre chiese dell&#8217;epoca, certifica l&#8217;uso prevalentemente religioso del tempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;interno (immagine) conserva lapidi sepolcrali e edicole marmoree che sono specchio della concorrenza tra le famiglie genovesi delle citt\u00e0 per ottenere un proprio prestigioso spazio nella chiesa della &#8220;Nazione&#8221;. Tra le stele funerarie delle varie famiglie \u00e8 sepolta anche la celebre pittrice&nbsp;<a href=\"\/territori\/percorsi-trans-nazionali\/genovesi-tra-italia-e-spagna-in-eta-barocca\/la-chiesa-di-san-giorgio-dei-genovesi-a-palermo\/sofonisba-anguissola\/\" title=\"Sofonisba Anguissola\">Sofonisba Anguissola<\/a>. Testimonianze dell&#8217;arte barocca sono infine i numerosi dipinti del XVII secolo conservati all&#8217;interno della chiesa: oltre a un anonimo&nbsp;<em>San Giorgio e il drago<\/em>, spiccano il&nbsp;<em>Martirio di San Giorgio<\/em>&nbsp;e il&nbsp;<em>Battesimo di Cristo<\/em>&nbsp;di&nbsp;<a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Jacopo Palma il Giovane<span>Jacopo Negretti, detto &#8220;Palma il Giovane&#8221; per distinguerlo dal prozio Jacopo Palma &#8220;il Vecchio&#8221;, fu un pittore italiano attivo tra il XVI e il XVII secolo (1544-1628). Collaboratore e allievo di Tiziano, trascorse quattro anni di formazione a Roma, ma ebbe grande fortuna soprattutto nel bergamasco negli ultimi decenni del Cinquecento.<\/span><\/a>,&nbsp;<em>San Luca ritrae la Vergine<\/em>&nbsp;di&nbsp;<a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Filippo Paladini<span>Filippo Paladini (1544-1614) \u00e8 stato un pittore tardo-manierista toscano. Dopo un periodo di cinque anni trascorso sull&#8217;isola di Malta, visse alla corte del principe Branciforte di Mazzarino, dove poi mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di settant&#8217;anni. I suoi dipinti decorano molte chiese siciliane, a Vizzini, Palermo, Enna e Caltanissetta.<\/span><\/a>, il&nbsp;<em>Martirio di San Vincenzo di Saragozza<\/em>&nbsp;di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Jacopo da Empoli<span>Jacopo Chimenti, anche detto Jacopo da Empoli o l&#8217;Empoli, nacque e mor\u00ec a Firenze (1551-1640). Pittore ispiratosi ai maestri del primo Cinquecento ma con qualche influenza anche di Caravaggio, deve il suo soprannome alla citt\u00e0 d&#8217;origine del padre.<\/span><\/a>, la&nbsp;<em>Madonna Regina di Genova<\/em>&nbsp;di&nbsp;<a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Domenico Fiasella<span>Domenico Fiasella, detto Il Sarzana dal nome del suo paese natale (1589-1669), fu un pittore formatosi a Genova, nella bottega di Girolamo Paggi. Dopo quasi un decennio trascorso a Roma, dove studi\u00f2 l&#8217;arte antica, Raffaello, Caravaggio e Annibale Carracci, torn\u00f2 definitivamente a Genova. Qui produsse gran parte delle sue opere, ispirate al tardo-manierismo locale e al realismo caravaggesco.<\/span><\/a>&nbsp;e la&nbsp;<em>Madonna del Rosario e Santi<\/em>&nbsp;di&nbsp;<a href=\"\/territori\/percorsi-trans-nazionali\/pittura-barocca\/giordano\/giordano\/\" title=\"Giordano\">Luca Giordano<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"\/temi\/chiese\/le-chiese-barocche-di-pescocostanzo\/\" title=\"Le chiese barocche di Pescocostanzo\">&lt;&lt;&lt;&#8212;chiesa precedente<\/a> &nbsp; <a href=\"\/temi\/chiese\/la-chiesa-di-san-giorgio-dei-genovesi-a-napoli\/\" title=\"La chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Napoli\">chiesa seguente&#8212;&gt;&gt;&gt;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Giorgio dei Genovesi a Palermo Dalla prima met\u00e0 del Trecento, quando il prevalere del partito guelfo a Genova costrinse molti ghibellini all&#8217;esilio, non pochi esponenti della &#8220;Nazione&#8221; genovese si stabilirono nel&nbsp;regno di Sicilia. 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