{"id":6894,"date":"2021-08-20T00:04:06","date_gmt":"2021-08-19T22:04:06","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/tiziano\/"},"modified":"2021-11-23T17:44:56","modified_gmt":"2021-11-23T16:44:56","slug":"tiziano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/en\/territori\/percorsi-regionali\/ville-e-giardini-nella-lombardia-barocca\/isola-bella-borromeo-e-il-suo-palazzo\/tiziano\/","title":{"rendered":"Tiziano"},"content":{"rendered":"<h1>Tiziano <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/tizian_090__fileminimizer__227x308.jpg\" width=\"227\" height=\"308\" alt=\"Tiziano\" align=\"left\">Tiziano Vecellio (1480\/90-1576) nacque a Pieve di Cadore, nella Repubblica di Venezia. Maestro nell&#8217;uso del colore, fu a capo di una grande bottega, che rispondeva alle committenze di sovrani e altri potenti personaggi dell&#8217;epoca. <em>Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da papa Alessandro VI<\/em> \u00e8 la prima opera nota dell&#8217;artista, che ancora bambino si era trasferito a Venezia assieme al fratello Francesco per dare struttura alla sua inclinazione artistica. Qui conobbe Giorgione, che ebbe un&#8217;indubbia influenza sul giovane Tiziano e al cui stile si avvicinano molte delle sue opere giovanili. A partire dal 1511 sono attestati i primi lavori che denotano autonomia artistica del Tiziano, come i tre grandi affreschi per la sala principale della Scuola del Santo a Padova, dove il pittore si era trasferito per sfuggire alla peste che infuriava a Venezia. Rientrato nella citt\u00e0 lagunare, divenne un artista affermato, la cui bottega riceveva ormai molte commissioni: di questi anni sono opere come <em>Violante<\/em>, la <em>Nascita di Adone<\/em>, <em>Noli me tangere<\/em>, le <em>Tre et\u00e0 dell&#8217;uomo<\/em>, <em>Salom\u00e8 con la testa del Battista<\/em>, <em>Donna allo specchio<\/em> e il celeberrimo <em>Amor sacro e Amor profano<\/em>. Nel 1513 rifiut\u00f2 l&#8217;invito di Leone X a trasferirsi a Roma, e tre anni dopo divenne pittore ufficiale della Serenissima. A partire da quella data, Tiziano si impose come uno degli artisti pi\u00f9 ricchi e famosi d&#8217;Europa. Oltre alle grandi pale d&#8217;altare e ad altre celebri opera veneziane, lavor\u00f2 anche a commissioni degli Este di Ferrara, dei Gonzaga di Mantova, dei Della Rovere di Urbino. L&#8217;aiuto dell&#8217;amico Pietro Aretino gli permise inoltre di varcare i confini della penisola italiana: la sua intermediazione fu infatti decisiva per poter incontrare Carlo V d&#8217;Asburgo a Bologna, nel 1530. Il rapporto tra imperatore e artista continu\u00f2 negli anni successivi, fino alla realizzazione dei grandi ritratti del sovrano e della sua consorte, su tutti il <em>Ritratto di Carlo V a cavallo<\/em>, destinato a diventare un modello per tutti i ritrattisti di corte dei secoli successivi. Nominato conte palatino e cavaliere dello Sperone d&#8217;Oro, Tiziano fu l&#8217;artista preferito dell&#8217;imperatore, anche se lavor\u00f2 pure per il papa: nel 1545 fu infatti ospite di Paolo III Farnese, di cui realizz\u00f2 i due celebri ritratti, uno da solo e l&#8217;altro assieme ai nipoti Alessandro e Ottavio Farnese. Rientrato a Venezia alla fine del 1548, Tiziano visse negli ultimi anni soprattutto della committenza proveniente da Carlo V e poi dal figlio Filippo II. Ormai pittore manierista, si dedic\u00f2 anche ad opere di contenuto religioso, come la <em>Deposizione nel sepolcro<\/em> e la <em>Piet\u00e0<\/em> , suo ultimo lavoro. Mor\u00ec di peste il 27 agosto 1576.<\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tiziano Tiziano Vecellio (1480\/90-1576) nacque a Pieve di Cadore, nella Repubblica di Venezia. Maestro nell&#8217;uso del colore, fu a capo di una grande bottega, che rispondeva alle committenze di sovrani e altri potenti personaggi dell&#8217;epoca. 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