{"id":5875,"date":"2021-08-20T00:02:34","date_gmt":"2021-08-19T22:02:34","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/giorgia-pasquini\/"},"modified":"2021-11-23T15:26:23","modified_gmt":"2021-11-23T14:26:23","slug":"giorgia-pasquini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/es\/racconta-il-tuo-barocco\/giorgia-pasquini\/","title":{"rendered":"Giorgia Pasquini, Barossimoro"},"content":{"rendered":"<h1>Giorgia Pasquini, Barossimoro <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Barossimoro<\/em> perch\u00e9 il Barocco \u00e8 un periodo di forti contraddizioni, un periodo che vive in uno stato di amore e odio verso il passato, verso il futuro e, soprattutto, verso il suo stesso presente. Esemplari i versi di Gian Battista Marino: &#8220;&#8230; Volontaria follia, piacevole male, stanco riposo, utilit\u00e0 nocente, disperato sperar, morir vitale, temerario dolor, riso dolente, un vetro forte, un adamante frale, un&#8217;arsura gelata, un gelo ardente di discordie concordi, abisso eterno, paradiso infernal, celeste inferno!&#8221;: presi in prestito da l&#8217;<em>Adone<\/em>, questi ossimori d&#8217;amore, che superano e rompono i canoni petrarcheschi, non realizzano altro che un gioco di specchi, un gioco di uguali e opposti che esplicano, in maniera dirompente, il tormento barocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre, altro ossimoro parallelo sembra essere quello tra insieme e particolare, una continua tensione riscontrabile visivamente nelle statue di Gian Lorenzo Bernini: parliamo delle statue del primo periodo, conservate in Galleria Borghese a Roma, itinerario verde capitolino irrinunciabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/apolloanddaphne_226x301.jpg\" width=\"226\" height=\"301\" alt=\"Apollo e Dafne\" align=\"left\">A vedere l&#8217;<em>Apollo e Dafne<\/em> (1622-1625) si direbbe che il Bernini fosse realmente presente nell&#8217;accadimento mitologico narrato da Ovidio: Apollo, innamorato, cerca disperato di afferrare Dafne che per\u00f2, non ricambiando il sentimento, prega il padre e la Terra di soccorrerla, di fare qualunque cosa affich\u00e8 Apollo non possa possederla. Succede cos\u00ec ch&#8217;ella viene tramutata in alloro, significato del suo nome, e che il giovane dio, in ricordo della sua mancata passione, porter\u00e0 sempre come corona adornante il suo capo. Bernini coglie il momento della metamorfosi, l&#8217;attimo in cui le braccia e le mani della fanciulla si stanno trasformando in rami: lui crede di avercela quasi fatta a imprigionarla tra le sue braccia; lei si abbandona, in un misto di spavento e sollievo, alla trasformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/rapeofproserpina_226x301.jpg\" width=\"226\" height=\"301\" alt=\"Plutone e Proserpina\" align=\"left\">Anche in <em>Plutone e Proserpina<\/em> (1621) il tema trattato \u00e8 ripreso dalla mitologia di Ovidio, in particolare tocca il motivo dell&#8217;alternarsi delle stagioni, dovuto al ratto di Proserpina costretta a dimorare negli inferi: una trattativa con la madre della fanciulla, Cerere, convincer\u00e0 Plutone ad accettare la permanenza alternata di Proserpina sei mesi sulla Terra, sei mesi nell&#8217;Ade. Lo scultore si concentra esattamente sul momento fisico del rapimento, seguendo una spirale di eredit\u00e0 manierista, con la donna in cima che cerca disperatamente di fuggire dalle forti mani di Plutone. La fuga \u00e8 inutile: il dio ha gi\u00e0 affondato le mani nella tenera carne della fanciulla, precisamente nei fianchi, senza mostrare nessuna possibilit\u00e0 di rilascio della sua preda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine altro capolavoro beniniano \u00e8 senza dubbio il &#8220;David&#8221;, di derivazione biblica, dal celebre scontro di Davide contro il gigante Golia: il futuro re vuole scagliare la pietra contro l&#8217;avversario, \u00e8 la sua unica speranza di vittoria, carica di forza e tensione: il viso del giovane sembra quasi rappresentare quello del Bernini mentre scolpisce il marmo, concentrazione e fatica sono i due fuochi. L&#8217;attimo appena prima di scagliare, l&#8217;attimo in cui tutto \u00e8 gi\u00e0 deciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste tre rappresentazioni mostrano il sentimento dell&#8217;epoca: l&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 al centro dell&#8217;universo, non \u00e8 pi\u00f9 sicuro e dunque \u00e8 costretto a reinventarsi un ruolo e una posizione, con il risultato di un uomo nuovo, osservatore e sperimentatore della realt\u00e0. Pi\u00f9 niente \u00e8 statico, diversa \u00e8 la percezione dello spazio e del tempo: \u00e8 come se questa perfetta bolla di vetro esplodesse dall&#8217;interno, a causa di una forza agitata ormai incontenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bernini sottolinea poi la controtendenza tra aspetto estetico di meraviglia e aspetto mistico interiore: lo fa con un dinamismo suo caratteristico che lo porter\u00e0 percorrere, con quattro secoli d&#8217;anticipo, il dinamismo plastico futurista di Boccioni. Le figure scorrono come la pellicola di un film, girando attorno alla statua a 360 gradi: questa potenza \u00e8 il mio Barocco.<\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorgia Pasquini, Barossimoro Barossimoro perch\u00e9 il Barocco \u00e8 un periodo di forti contraddizioni, un periodo che vive in uno stato di amore e odio verso il passato, verso il futuro e, soprattutto, verso il suo stesso presente. 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