{"id":6006,"date":"2021-08-20T00:02:48","date_gmt":"2021-08-19T22:02:48","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/nardo\/"},"modified":"2021-11-23T15:27:04","modified_gmt":"2021-11-23T14:27:04","slug":"nardo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/es\/territori\/percorsi-regionali\/salento\/nardo\/","title":{"rendered":"La chiesa di San Domenico a Nard\u00f2"},"content":{"rendered":"<h1>La chiesa di San Domenico a Nard\u00f2 <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/chiesa_san_domenico_278x282.jpg\" width=\"278\" height=\"282\" alt=\"San Domenico Nard\u00f2\" align=\"left\">La Chiesa di San Domenico di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Nard\u00f2<span>Nard\u00f2 (Neretum in latino) \u00e8 un centro, situato nell&#8217;attuale provincia di Lecce, che vanta una storia antichissima. Se le prime tracce umane nella zona risalgono addirittura al Paleolitico, la citt\u00e0 venne fondata dai Messapi nel VII secolo a.C. Passata sotto il dominio di Romani, Goti, Bizantini, Longobardi, Normanni, Angioini e Aragonesi, in et\u00e0 spagnola e per tutta l&#8217;et\u00e0 moderna Nard\u00f2 fu feudo, come ducato, degli Acquaviva.<\/span><\/a> fu realizzata per l&#8217;<a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/lecce-la-citta-simbolo-del-barocco\/zimbalo\/domenicani\/\" title=\"Domenicani\">Ordine Domenicano<\/a> tra il 1580 e il 1594 su progetto dell&#8217;architetto neretino <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Giovanni Maria Tarantino<span>\u00c8 considerato il massimo esponente del Barocco di Nard\u00f2.<\/span><\/a> ed intitolata inizialmente a Santa Maria de Raccomandatis. Le modifiche tardo cinquecentesche comprendono il campanile fatto costruire da Monsignor Salvio e terminato nel 1572 e le sale del pianterreno del convento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In origine aveva tre navate, eliminate per far spazio ad un&#8217; unica aula dopo il 1743: una soluzione questa che si prestava meglio sia alla predicazione, caratteristica che contraddistinse da sempre l&#8217;Ordine Domenicano, sia ai <a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/lecce-la-citta-simbolo-del-barocco\/piazza-santoronzo\/concilio-di-trento\/\" title=\"Concilio di Trento\">precetti tridentini<\/a>. Oltre alla facciata, gli unici elementi rimasti in piedi dopo il sisma del 1743 furono il muro laterale sinistro e parte della sacrestia. La facciata in carparo fu realizzata in due momenti differenti: sotto la supervisione del Tarantino lavorarono abili maestranze come Giovanni Tommaso Riccio, Scipione de l&#8217;Abate e Scipione Bifaro. Il prospetto della facciata \u00e8 diviso in due ordini: quello inferiore richiama il mondo terrestre ed \u00e8 popolato da figure paganeggianti, le quali si rifugiano negli intercolunni delle colonne binate e scanalate sostenute da alti basamenti, e da personaggi nudi o semivegetali che portano sul capo una canestra di frutta, che a sua volta regge la ricca trabeazione. La parte superiore invece presenta forme pi\u00f9 leggere: le nicchie laterali ospitano i santi domenicani e il grande finestrone centrale \u00e8 adornato da motivi floreali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;interno \u00e8 a navata unica, con pianta a croce latina e tre cappelle per parte. Tra i vari altari, \u00e8 di notevole fattura quello della Madonna del Rosario, con i quindici misteri posti sull&#8217;altare a sinistra,&nbsp;frutto della maestria&nbsp;del pittore neretino <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Antonio Donato D&#8217;Orlando<span>Pittore neretino del XVII secolo, i suoi dipinti si trovano a Martina Franca, Nard\u00f2 e nella chiesa parrocchiale di Uggiano.<\/span><\/a>. Il campanile fu rimaneggiato nella parte superiore dopo il terremoto del 1743. Adiacente alla chiesa \u00e8 il convento dei Domenicani, al quale lavor\u00f2 l&#8217;architetto napoletano <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Ferdinando Sanfelice<span>Ferdinando Sanfelice (1675-1748) nacque e mor\u00ec a Napoli, dove svolse un&#8217;intensa attivit\u00e0 sia come architetto che come creatore di allestimenti effimeri per feste laiche e religiose, secondo il tipico gusto barocco. Di nascita aristocratica, lavor\u00f2 anche in altri centri come Salerno e Nard\u00f2.<\/span><\/a>, attivo nella citt\u00e0 pugliese da quando, nel 1707, il fratello Antonio ne era stato nominato vescovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/salento\/mesagne\/\" title=\"Mesagne\">&lt;&lt;&lt;&#8212;pagina precedente<\/a> &nbsp; <a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/salento\/galatone\/\" title=\"Galatone\">pagina seguente&#8212;&gt;&gt;&gt;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Domenico a Nard\u00f2 La Chiesa di San Domenico di Nard\u00f2Nard\u00f2 (Neretum in latino) \u00e8 un centro, situato nell&#8217;attuale provincia di Lecce, che vanta una storia antichissima. 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