{"id":6032,"date":"2021-08-20T00:02:51","date_gmt":"2021-08-19T22:02:51","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/pescocostanzo\/"},"modified":"2021-11-23T15:27:00","modified_gmt":"2021-11-23T14:27:00","slug":"pescocostanzo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/es\/territori\/percorsi-regionali\/il-barocco-in-provincia-de-laquila\/pescocostanzo\/","title":{"rendered":"Pescocostanzo"},"content":{"rendered":"<h1>Pescocostanzo <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/palazzo_fanzago_buono__fileminimizer__250x187.jpg\" width=\"250\" height=\"187\" alt=\"Pescocostanzo Palazzo Fanzago\" align=\"left\">Pescocostanzo, altro membro del club dei <em>borghi pi\u00f9 belli d&#8217;Italia<\/em>, pu\u00f2 essere considerato come il principale centro del barocco in Abruzzo. Infatti, al suo interno \u00e8 perfettamente conservato un ricco patrimonio di monumenti di epoca rinascimentale e barocca, inseriti in un assetto urbanistico rimasto pressoch\u00e8 immutato nel corso dei secoli. A Pescocostanzo, tra XV e XVIII secolo, operarono numerose maestranze lombarde, attirate dai ricchi esponenti della societ\u00e0 locale. Tra i grandi artisti che vi lavorarono, seppur per un breve periodo, figura anche l&#8217;architetto <a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/cosimo-fanzago-e-la-napoli-barocca\/\" title=\"Cosimo Fanzago e la Napoli barocca\">Cosimo Fanzago<\/a>, la cui impronta \u00e8 evidente nella Chiesa di Ges\u00f9 e Maria. Palazzo Fanzago (foto) venne da lui progettato e costruito negli anni Venti del XVII secolo e utilizzato come convento di clausura per le religiose di Santa Scolastica. La peculiarit\u00e0 della facciata sta nelle sei grandi nicchie in pietra, sormontate da timpani alternativamente interi e spezzati, che sostituiscono le finestre, vietate dalla clausura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/pescocostanzo_basilica_buono__fileminimizer__251x188.jpg\" width=\"251\" height=\"188\" alt=\"Pescocostanzo Basilica\" align=\"left\">Tuttavia, il maggior simbolo del fiorente passato di Pescocostanzo \u00e8 la Basilica di Santa Maria del Colle. L&#8217;interno, diviso in cinque navate, \u00e8 ricco di decorazioni in marmo, pietra e ferro e di pregevoli manufatti lignei. Spiccano soprattutto i soffitti a cassettoni, anch&#8217;essi in legno, in cui sono incastonate alcune pregevoli tele. Tra di esse, spicca la <em>Sacra Famiglia<\/em> di Francesco Peresi, datata 1708 e per questo da ritenersi come prima opera a noi pervenuta dell&#8217;artista napoletano. La <em>Madonna dell&#8217;incendio sedato<\/em> \u00e8 invece il frutto del genio artistico di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Tanzio da Varallo<span>Antonio d&#8217;Enrico, detto Tanzio da Varallo (1575 ca. &#8211; 1633) \u00e8 stato un pittore tra i pi\u00f9 rappresentativi dell&#8217;arte controriformistica. Durante l&#8217;apprendistato romano ebbe modo di conoscere ed apprezzare l&#8217;arte di Caravaggio. Prima di rientrare in Valsesia, pass\u00f2 quindici anni lontano dalla terra natale: a Roma, poi a Napoli e anche in Abruzzo. A questo periodo risalgono la pala con la <em>Circoncisione<\/em> che si trova a Fara San Martino, la <em>Madonna dell&#8217;incendio sedato<\/em> a Pescocostanzo e la <em>Madonna con Bambino<\/em> nella sacrestia della Parrocchiale di Colledimezzo.<\/span><\/a>, pittore attivo nella prima met\u00e0 del Seicento e che certamente soggiorn\u00f2, per un periodo abbastanza lungo, in Abruzzo. La sua presenza \u00e8 rimasta, attraverso le sue tele, in altri luoghi di culto della regione, come nelle parrocchiali di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Fara San Martino<span>Fara San Martino \u00e8 un comune di circa 1.500 abitanti situato nell&#8217;attuale provincia di Chieti. Il territorio fu colonizzato dai monaci benedettini nel IX-X secolo, diventando poi feudo della famiglia Valignani in et\u00e0 moderna. Le principali testimonianze del suo passato sono rappresentate dai frammenti architettonici e scultorei del portale duecentesco, dagli affreschi trecenteschi dell&#8217;abbazia di San Martino e da una tela di Tanzio da Varallo, conservata nella chiesa parrocchiale.<\/span><\/a> e di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Colledimezzo<span>Centro abitato di piccole dimensioni situato nell&#8217;attuale provincia di Chieti, Colledimezzo venne fondata attorno al X secolo. In et\u00e0 moderna era parte della contea di Monteodorisio, feudo della famiglia d&#8217;Avalos. La chiesa di San Giovanni Evangelista e Apostolo \u00e8 la principale del paese. Dotata di una struttura ad unica navata, essa \u00e8 decorata da affreschi e dipinti, tra cui spicca la <em>Madonna con Bambino<\/em> di Tanzio da Varallo.<\/span><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/il-barocco-in-provincia-de-laquila\/scanno\/\"> &lt;&lt;&lt;&#8212;pagina precedente<\/a>&nbsp;&nbsp; <a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/il-barocco-in-provincia-de-laquila\/castel-di-sangro\/\"> pagina seguente&#8212;&gt;&gt;&gt;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pescocostanzo Pescocostanzo, altro membro del club dei borghi pi\u00f9 belli d&#8217;Italia, pu\u00f2 essere considerato come il principale centro del barocco in Abruzzo. 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