{"id":6092,"date":"2021-08-19T22:02:59","date_gmt":"2021-08-19T20:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/chiese-barocche-di-sassari\/"},"modified":"2021-11-23T15:26:28","modified_gmt":"2021-11-23T14:26:28","slug":"chiese-barocche-di-sassari","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/es\/temi\/chiese\/chiese-barocche-di-sassari\/","title":{"rendered":"Le chiese barocche di Sassari"},"content":{"rendered":"<h1>Le chiese barocche di Sassari <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/sassari-cattedrale_di_san_nicola_278x185.jpg\" width=\"278\" height=\"185\" alt=\"Cattedrale Sassari\" align=\"left\">Nell&#8217;attuale tessuto urbanistico di <a href=\"\/temi\/feste-e-rituali\/la-settimana-santa-in-sardegna\/il-lunedi-santo-a-castelsardo-sassari\/sassari\/\" title=\"Sassari\">Sassari<\/a>, non sono rimaste molte tracce del periodo barocco e delle sue forme artistiche. Tra gli edifici religiosi, un posto di rilievo deve essere riservato alla cattedrale di San Nicola. Sorta su un preesistente edificio paleocristiano, essa sub\u00ec varie ricostruzioni in stile romanico e gotico e la demolizione della prima campata (per problemi di stabilit\u00e0) nel XVII secolo. L&#8217;interno presenta una compresenza di stili artistici frutto delle modifiche e delle aggiunte inserite fino al XIX secolo. La struttura \u00e8 a navata unica, divisa in due campate da <span class=\"western\">arcate ogivali<\/span>, su cui si impostano le volte a crociera delineate da <span class=\"western\">costoloni<\/span>. Su ogni lato si aprono quattro cappelle, due per campata, alle quali si accede attraverso archi a tutto sesto. Comunque, la parte che caratterizza maggiormente la cattedrale \u00e8 la facciata in stile barocco (immagine 1), edificata tra XVII e XVIII secolo. Tale <span class=\"western\">facciata<\/span>, riccamente decorata, \u00e8 suddivisa in tre ordini: nel primo si apre un <span class=\"western\">portico<\/span> a tre archi a tutto sesto, nel secondo tre nicchie ospitano le statue dei tre santi <span class=\"western\">martiri turritani<\/span> (<span class=\"western\">Gavino<\/span>, <span class=\"western\">Proto<\/span> e <span class=\"western\">Gianuario<\/span>), mentre la nicchia nel terzo ordine conserva la statua di San Nicola. In cima, una scultura del Padreterno \u00e8 posta all&#8217;apice del fastigio curvilineo. La base del campanile \u00e8 ci\u00f2 che resta dell&#8217;antica chiesa romanica, mentre la cupola semisferica e i doccioni sporgenti lungo i fianchi richiamano la ricostruzione gotica del Quattro-Cinquecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esempio di arte barocca \u00e8 anche la chiesa delle Monache Cappuccine. Giunte in Sardegna dalla Spagna nel 1670, le religiose ottennero l&#8217;autorizzazione alla fondazione del monastero solo nel 1690 da parte del magistrato di <a href=\"\/temi\/chiese\/chiese-barocche-di-sassari\/cagliari\/\" title=\"Cagliari\">Cagliari<\/a>, poi confermata dall&#8217;arcivescovo di Cagliari nel 1691. Consacrata nel 1692, la chiesa, dedicata a Ges\u00f9, Giuseppe e Maria, venne effettivamente ultimata solo nel 1695 grazie ai lasciti e ai donativi di illustri personaggi, come il defunto re <a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/le-plazas-mayores-spagnole-e-il-barocco\/altri-esempi-burgos-e-plasencia\/filippo-iv-dasburgo\/\" title=\"Filippo IV d'Asburgo\">Filippo IV di Spagna<\/a>, l&#8217;Inquisitore generale e l&#8217;aristocratico sassarese Giovanni Tola. Lo stemma marmoreo del Tola adorna la semplice facciata, che presenta un portale centinato, sormontato da un architrave, e tre finestre quadrangolari sopra di esso. Da qui si accede all&#8217;antiportico e quindi all&#8217;interno della chiesa. La struttura a unica navata \u00e8 scandita in tre campate da lesene doriche su basamento modanato. Al di sopra della cornice aggettante, decorata da triglifi e dentelli, si innesta la volta a botte lunettata. L&#8217;altare in legno policromo \u00e8 classicheggiante, realizzato ai primi del Settecento da una bottega locale e arricchito dalle statue lignee che raffigurano San Francesco con Santa Chiara, la Vergine Maria e la Sacra Famiglia. Nella terza campata sono posizionate due cappelle simmetriche, cui si accede attraverso un arco a tutto sesto ornato da una rosetta in ciascuna vela. La cappella dedicata a Sant&#8217;Antonio da Padova presenta un altare barocco intitolato al santo, mentre la cappella di Santa Croce ospita un altare ligneo con al centro un crocifisso seicentesco. L&#8217;abside, a pianta quadrangolare e volta a botte, ha la stessa ampiezza e altezza della navata. Tra le tele conservate nella chiesa, spicca la <em>Decollazione di San Gavino<\/em> opera del pittore calabrese <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Mattia Preti<span>Nato a Taverna, in provincia di Catanzaro, Mattia Preti (1613-1699) era un pittore. \u00c8 noto come il <em>Cavaliere Calabrese<\/em> perch\u00e9 nacque in Calabria e fu creato cavaliere da papa Urbano VIII durante gli anni trascorsi a Roma. Fu attivo anche a Napoli e a Malta, dove mor\u00ec a 86 anni.<\/span><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La chiesa della Madonna del Rosario fu invece costruita a partire dal 1635 dai monaci dell&#8217;<a href=\"\/territori\/percorsi-urbani\/lecce-la-citta-simbolo-del-barocco\/zimbalo\/domenicani\/\" title=\"Domenicani\">Ordine Domenicano<\/a>, presenti a Sassari gi\u00e0 dalla fine del Cinquecento. Nel 1656, la chiesa venne affidata alla confraternita del Rosario, che avvi\u00f2 un lavoro di ampliamento e ricostruzione dell&#8217;edificio terminato solo alla fine del secolo. Anche in questo caso, la struttura prevede un&#8217;unica navata e tre campate, divise da coppie di lesene ravvicinate. Sulla cornice modanata, ornata da dentelli e triglifi, poggia la volta a botte scandita dai doppi arconi traversi. Ogni lato presenta tre cappelle, voltate a botte con arco di accesso a tutto tondo e decorate con motivi che richiamano il marmo intarsiato. La cappella absidale, della stessa ampiezza della navata, \u00e8 dominata dal monumentale retablo ligneo, una delle maggiori espressioni scultoree tardosecentesche della Sardegna. La facciata, edificata soltanto nel 1759 dal maestro sassarese Gavino Pirinu, \u00e8 divisa in due ordini da una cornice marcapiano. L&#8217;ordine inferiore, scandito da lesene, presenta un portale centrale inquadrato da colonne binate di ordine corinzio e da una trabeazione. Al di sopra del portale, una nicchia centinata ospita la statua della Madonna del Rosario. Il secondo ordine \u00e8 pi\u00f9 liscio e stretto, dominato da una finestra a sesto acuto con cornice modanata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/sassari-chiesa_di_sant_antonio_abate_279x216.jpg\" width=\"279\" height=\"216\" alt=\"Sassari Sant'Antonio Abate\" align=\"left\">La chiesa di Sant&#8217;Antonio Abate fu costruita tra il 1700 e il 1707 a spese del vescovo di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Bosa<span>Bosa \u00e8 un comune sardo, situato nella provincia di Oristano.<\/span><\/a>, Giorgio Sotgia Serra. Un&#8217;alta cornice con fascia a rettangoli divide la facciata in due ordini (immagine 2). Quello inferiore \u00e8 scandito da sei lesene tuscaniche e presenta al centro un portale barocco. Inquadrato da colonne tortili che terminano con figure grottesche, esso \u00e8 sormontato da un timpano curvilineo spezzato in cui si inserisce un fregio e lo stemma del vescovo Sotgia Serra. Al centro del secondo ordine si apre una finestra a edicola con timpano triangolare, affiancata da due finte aperture pi\u00f9 piccole ma di eguale forma. Un ampio frontone curvilineo, anch&#8217;esso elemento barocco, delimita la sommit\u00e0 della facciata. L&#8217;interno \u00e8 a navata unica con tre campate, e ingloba la precedente chiesa di Sant&#8217;Antonio, di forme gotico-catalane, utilizzandola come transetto nel suo impianto a croce latina. Ogni lato presenta tre cappelle, coperte con volte a botte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Infine, la chiesa della Santissima Trinit\u00e0 venne costruita nel primo quarto del XVIII secolo su un territorio di propriet\u00e0 dell&#8217;<a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Ordine dei Trinitari<span>L&#8217;Ordine della Santissima Trinit\u00e0 \u00e8 un Ordine mendicante i cui frati sono detti Trinitari. Venne fondato dal francese Giovanni de Matha e approvato da papa Innocenzo III nel 1198. Obiettivo originale dell&#8217;Ordine era unire il culto alla Trinit\u00e0 con la liberazione dalla schiavit\u00f9 dei cristiani fatti prigionieri dai mori. La riforma attuata da San Giovanni Battista della Concezione nel XVI secolo diede vita alla Congregazione dei fratelli riformati e scalzi dell&#8217;Ordine della Santissima Trinit\u00e0.<\/span><\/a> gi\u00e0 dal 1640. Pur subendo alcune modifiche nel primo decennio del XX secolo, la struttura conserva molti tratti in comume con le precedenti chiese. La facciata \u00e8 divisa in due ordini da una cornice marcapiano riccamente decorata. L&#8217;ordine inferiore, scandito da lesene tuscaniche, presenta un portale con timpano curvilineo spezzato in cui si colloca l&#8217;insegna dei Trinitari retta ai lati da due angeli. I due santi dell&#8217;Ordine, San Giovanni de Matha e San Felice di Valois, sono raffigurati nel bassorilievo posto al di sopra dell&#8217;insegna. Anche in questo caso, l&#8217;interno \u00e8 a una sola navata, divisa in tre campate. La volta a botte poggia su una cornice modanata che prosegue anche nella cappella absidale, decorata da una fascia con rosette e riquadri scolpiti ad altorilievo con motivi fitomorfi e teste di angeli. La cappella absidale a pianta quadrata, pi\u00f9 stretta e bassa della navata, \u00e8 introdotta da un arco trionfale a tutto sesto molto alto. Le cappelle laterali, tre per lato e poco profonde, hanno archi di accesso a tutto tondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"\/temi\/chiese\/\" title=\"Chiese\">&lt;&lt;&lt;&#8212;torna all&#8217;indice<\/a>&nbsp;&nbsp; <a href=\"\/temi\/chiese\/duomo-di-marsala\/\" title=\"Duomo di Marsala\">chiesa seguente&#8212;&gt;&gt;&gt;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le chiese barocche di Sassari Nell&#8217;attuale tessuto urbanistico di Sassari, non sono rimaste molte tracce del periodo barocco e delle sue forme artistiche. Tra gli edifici religiosi, un posto di rilievo deve essere riservato alla cattedrale di San Nicola. 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