{"id":6156,"date":"2021-08-19T22:03:05","date_gmt":"2021-08-19T20:03:05","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/le-residenze-napoletane\/"},"modified":"2021-11-23T15:26:31","modified_gmt":"2021-11-23T14:26:31","slug":"le-residenze-napoletane","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/es\/temi\/dimore-nobiliari\/davalos\/le-residenze-napoletane\/","title":{"rendered":"Le residenze napoletane"},"content":{"rendered":"<h1>Le residenze napoletane <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\">La prima dimora napoletana fu costruita dai d&#8217;Avalos nel 1582 a Monteoliveto, dentro la citt\u00e0 vecchia. Forse perch\u00e9 prediligevano la dimora vastese o, in alcuni periodi, Ischia e Procida, i d&#8217;Avalos, almeno fino agli inizi del XVIII secolo, furono poco presenti a <a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/il-barocco-in-provincia-de-laquila\/bugnara\/napoli\/\" title=\"Napoli\">Napoli<\/a> dove, soprattutto, attuarono interessanti operazioni di compra-vendita di case e ville collocate in varie aree della citt\u00e0. Dopo aver eretto con grande magnificenza il suo palazzo a Monteoliveto, infatti, il marchese d&#8217;Avalos lo cedette a Gaspare Roomer, negli anni Settanta del XVII secolo, in cambio di un villa a Barra (oggi villa Bisignano), che i d&#8217;Avalos mantennero fino agli inizi del XVIII secolo, allorquando la cedettero a Girolamo Maria Pignatelli come pagamento di un debito. Nel Settecento, il palazzo di Monteoliveto torn\u00f2 nuovamente in mano alla famiglia d&#8217;Avalos e dagli anni Trenta del secolo la famiglia si trasfer\u00ec stabilmente a Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 inoltre utile ricordare che nel 1585 Giovanni, figlio di Alfonso, marchese del Vasto, e di Maria d&#8217;Aragona, nipote del defunto re di Napoli Ferdinando I d&#8217;Aragona, fece costruire a Napoli, sulla collina dei Camaldoli,&nbsp; l&#8217;Eremo del SS. Salvatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/palazzo_d_avalos_napoli_252x330.jpg\" width=\"252\" height=\"330\" alt=\"Palazzo Napoli\" align=\"left\">Segno evidente della presenza dei d&#8217;Avalos nella capitale del <a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/il-barocco-in-provincia-de-laquila\/castel-di-sangro\/regno-di-napoli\/\" title=\"Regno di Napoli\">regno<\/a> \u00e8 oggi Palazzo d&#8217;Avalos del Vasto (foto), un palazzo monumentale ubicato in via dei Mille. Fu eretto alla fine del XVI secolo come residenza della famiglia d&#8217;Avalos marchesi di <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Pescara<span>Importante porto e centro di commerci sull&#8217;Adriatico, Pescara fu in et\u00e0 moderna una fondamentale piazzaforte costiera del regno di Napoli, pi\u00f9 volte sottoposta agli attacchi di Turchi e pirati. Fu feudo sin dall&#8217;epoca aragonese della famiglia d&#8217;Avalos, legata da rapporti di parentela con i precedenti feudatari, i d&#8217;Aquino.<\/span><\/a> e del Vasto, e rimaneggiato nel Settecento dall&#8217;architetto napoletano <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">Mario Gioffredo<span>Mario Gioffredo (1718-1785) \u00e8 stato un ingegnere, architetto e incisore napoletano. Durante la sua formazione artistica frequent\u00f2 la bottega del Solimena, in seguito si impose per il suo stile classicista. Fu anche autore di un trattato di architettura. Dal 1783 fino alla morte fu architetto di corte. Tra le sue opere: la Basilica dello Spirito Santo e il restauro di Palazzo d&#8217;Avalos del Vasto a Napoli e la chiesa di Maria Santissima del Carmine a Vasto.<\/span><\/a>. Anche nella dimora napoletana si deve sottolineare l&#8217;attenzione della famiglia verso i giardini e il verde che abbiamo notato nella residenza vastese: il palazzo, infatti, era preceduto da un parco, ricco di giardini e frutteti, che giungeva fino alla Riviera di Chiaia; il parco \u00e8 stato cancellato dall&#8217;urbanizzazione di via Carducci negli anni Trenta del secolo scorso. Il palazzo ha tre piani, due sono piani nobili, ricchi di sfarzosi saloni e che contengono ancora mobili, quadri, disegni e suppellettili antiche. La facciata barocca, realizzata dal Gioffredo, presenta un alternarsi di finestre e balconi con timpani arrotondati e triangolari, mentre l&#8217;ingresso \u00e8 aperto tra quattro colonne che fungono da sostegno per l&#8217;arco del portale e per il balcone sovrastante. La pianta dell&#8217;edificio si presenta ad &#8220;U&#8221; e i due corpi paralleli presentano dal lato dei giardini altri due portali con due colonne e timpano triangolare. Altri interventi vennero eseguiti nel 1840 dall&#8217;ingegnere Achille Pulli, che realizz\u00f2 un cancello in modo da separare il giardino dalla strada antistante. All&#8217;interno, Alessandro Fischetti affresc\u00f2 le sale del primo piano, luoghi in cui erano conservati gli arazzi donati da <a href=\"\/territori\/percorsi-regionali\/le-plazas-mayores-spagnole-e-il-barocco\/la-plaza-de-la-corredera-di-cordoba\/carlo-v-dasburgo\/\" title=\"Carlo V d'Asburgo\">Carlo V<\/a> e raffiguranti la <a href=\"#\" class=\"tooltip yellow-tooltip\">battaglia di Pavia<span>Combattuta il 24 febbraio 1525, la Battaglia di Pavia segn\u00f2 la definitiva sconfitta del re di Francia Francesco I (che fu fatto prigioniero) nelle guerre per il dominio dell&#8217;Italia. La vittoria dell&#8217;esercito asburgico, viceversa, conferm\u00f2 il dominio spagnolo sulla Penisola.<\/span><\/a>, nella quale <a href=\"\/temi\/dimore-nobiliari\/davalos\/vasto-il-palazzo\/fernando-francesco-davalos\/\" title=\"Fernando Francesco d'Avalos\">Fernando Francesco d&#8217;Avalos<\/a> fu grande protagonista. Queste opere furono donate nel 1862 da Francesco d&#8217;Avalos al Museo Nazionale e, poi, trasferite in quello della Reggia di Capodimonte.<\/p>\n<p><a href=\"\/temi\/dimore-nobiliari\/davalos\/procida\/\" title=\"Procida\">&lt;&lt;&lt;&#8212;pagina precedente<\/a> &nbsp; <a href=\"\/temi\/dimore-nobiliari\/\" title=\"Dimore Nobiliari\">torna all&#8217;indice&#8212;&gt;&gt;&gt;<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le residenze napoletane La prima dimora napoletana fu costruita dai d&#8217;Avalos nel 1582 a Monteoliveto, dentro la citt\u00e0 vecchia. 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