{"id":6258,"date":"2021-08-20T00:03:13","date_gmt":"2021-08-19T22:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/i-cambiamenti-di-una-festa\/"},"modified":"2021-11-23T15:26:54","modified_gmt":"2021-11-23T14:26:54","slug":"i-cambiamenti-di-una-festa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/es\/temi\/feste-e-rituali\/le-vare-nelle-feste-siciliane\/la-festa-di-santagata-a-catania\/i-cambiamenti-di-una-festa\/","title":{"rendered":"I cambiamenti di una festa"},"content":{"rendered":"<h1>I cambiamenti di una festa <\/h1>\n<div class=\"testo\">\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digitalhistory.unite.it\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/vara_di_sant_agata_252x189.jpg\" width=\"252\" height=\"189\" alt=\"Sant'Agata\" align=\"left\">Chi potesse osservare la festa di S.Agata per come si sviluppava in piena et\u00e0 barocca, nel Cinquecento e nel Seicento, non la riconoscerebbe. A quel tempo, pur rimanendo dei ceri in processione, le <em>cannalore<\/em> erano addobbate al punto da mostrarsi come veri e propri carri allegorici che mutavano ogni anno. Il <em>fercolo<\/em> inoltre era interamente portato a spalla (e quindi non veniva tirato) da devoti abbigliati con solo un perizoma e scalzi, chiamati gli <em>ignudi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il grido <em>cittadini fedeli tutti<\/em> non era ancora diffuso e ci si limitava a gridare <em>Viva Sant&#8217;Agata<\/em>, spesso accompagnato da grida di <em>ol\u00e9<\/em>. Il richiamo ai <em>cittadini<\/em> risale al XIX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le donne, al contrario, erano molto pi\u00f9 vestite di oggi. La maggior parte indossava un fazzoletto bianco rigirato sulla testa in maniera da lasciar scoperti solo gli occhi e questo modo di portarlo era chiamato <em>gli occhiali<\/em>. Le pi\u00f9 devote poi portavano un velo nero che ne nascondeva completamente il volto e costoro erano chiamate&nbsp; le <em>&#8216;ntuppatedde<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima dell&#8217;eruzione dell&#8217;Etna del 1669, inoltre, l&#8217;arrivo della lava modific\u00f2 la conformazione del territorio nella zona sudorientale della citt\u00e0, proprio quella dove transitava allora il <em>fercolo<\/em> nel pomeriggio del 4 febbraio e dove si teneva, su una spianata, la corsa dei cavalli berberi, detta dei <em>ginetti<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Solo dopo il terremoto del 1693, inoltre, fu introdotta una gara di canzoni, usanza interrottasi negli anni Sessanta del XX secolo. Al passaggio del <em>fercolo<\/em> davanti al seminario arcivescovile, inoltre, i seminaristi usavano srotolare festosamente nastri di carta rotolata, la cosiddetta <em>strisciata<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Originariamente, inoltre, il <em>fercolo<\/em> girava per la citt\u00e0 solo per una giornata, il 4 di febbraio. Il 3 febbraio si teneva una processione detta <em>la luminaria<\/em>: in segno di devozione sfilavano i ceri votivi spenti offerti alla Santa. La seconda uscita, quella del 5, \u00e8 pi\u00f9 recente. Solo dopo la seconda guerra mondiale, inoltre, il giro del <em>fercolo<\/em> ha interessato il Borgo, oggi un quartiere della citt\u00e0 ma a lungo un villaggio autonomo che svolgeva una sua piccola, particolare festa di S.Agata. L&#8217;elemento di differenza pi\u00f9 grande nel modo di svolgere la cerimonia in et\u00e0 barocca era tuttavia la presenza dei flagellanti, individui che per penitenza si flagellavano o ferivano ritualmente il corpo.<\/p>\n<\/div>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cambiamenti di una festa Chi potesse osservare la festa di S.Agata per come si sviluppava in piena et\u00e0 barocca, nel Cinquecento e nel Seicento, non la riconoscerebbe. 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